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08 August Edgar Davids – 8 Agosto 2006Abbiamo vinto sei amichevoli di seguito. Mica male come inizio, eh? Certo, l’ultima partita contro l’Inter ha avuto un gusto speciale. Adesso, ci mancano solo due partite prima dell’inizio del campionato e mi sento veramente in forma.
Abbiamo tre nuovi giocatori: Dimitar Berbatov, Benoit Assou-Ekotto e Didier Zokora. Nel frattempo, Michael Carrick è stato trasferito al Manchester United. 4 cambiamenti importanti. Eppure anche se, a causa di questi cambiamenti, la nostra squadra non è ancora al massimo, sappiamo che abbiamo il potenziale necessario per fare meglio della stagione scorsa: avete capito quello che voglio dire ?
Il Borussia Dortmund fuori casa e la Real Sociedad in casa, a White Hart Lane : sarà il test finale, prima di tuffarsi a corpo morto in uno dei campionati più interessanti del mondo: la Premiership. Non vi pare di sentire già il rumore sugli spalti? Edgar Davids – 8 Agosto 2006Wow!!! Ho fatto un sogno bellissimo e mi sono svegliato fresco come una rosa e pronto per la prossima stagione. Sto benissimo. Sono in ottima salute e in piena forma. Mi piace sapere che sta per incominciare qualcosa di nuovo. Per noi altri calciatori professionisti la preparazione per la stagione è un momento importantissimo. Si fa conoscenza con i nuovi compagni, si studiano i nuovi avversari e le nuove tattiche e, soprattutto, si fissano nuovi obiettivi: è sempre un momento molto emozionante.
Credo che incominciate a conoscere la mia regola numero uno: fare sempre meglio della volta prima, a qualunque costo… L’anno scorso abbiamo mancato la Champions League per un punto. Penso proprio che tutta la squadra sappia che questo non deve assolutamente ripetersi quest’anno, mai e poi mai.
La sola cosa che, per fortuna, non cambia è una cosa che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare sin dalla prima partita di Premiership: sono i tifosi del Tottenham Hotspurs. Credo proprio che ci ritroveremo con gran piacere, ve lo posso assicurare. Proprio come la scorsa stagione: sono talmente fedeli che si puo’ difficlmente desiderare di più. 03 August Edgar Davids – 3 Agosto 2006Come ho spiegato prima, i nomi e le personalità dei giocatori che rappresentano il Suriname basicamente rappresentano il mondo intero in un’unica squadra nazionale.
Come se provenisse da nessun luogo, l’inno nazionale del Suriname viene suonato, facendo si’ che uomini cresciuti piangano d’orgoglio e di gioia senza vergogna. Il tutto mentre il cuore dell’allenatore del Suriname Aboikoni (che alla lettera significa : questa barca è bella) batte come un tamburo.
Nei posti cosi’ come negli stand dei fan del Suriname presenti alla partita, potete stere sicuri che tanti differenti toni da tutto il mondo sono uditi dentro ed attorno allo stadio. Un intero spettro di strumenti, rituali, ornamenti e meraviglie dolci e piccanti originanti da non meno di 4 diversi continenti, riempiranno il Maracanã di suoni, movimenti, odori e ..eeeh tupperware?
Potete immaginare una veduta più magnifica? Un odore più dolce? Un’esperienza più elettrificante? E la parte migliore è questa: La Partita deve ancora cominciare.
Finalmente, l’arbitro sta per dare il fischio d’inizio.
Un ammontare incredibile di persone sta trattenendo il suo fiato perché il Suriname sta giocando contro il Brasile al Maracanã nella finale della Coppa del Mondo del 2022.
Di ritorno a casa le strade sono deserte. Le case sono state abbandonate da quelli che sono stati abbastanza fortunati da ottenere un biglietto.
Fra poco più di due ore da adesso il mondo sarà stato testimone d’un miracolo. Edgar Davids – 3 Agosto 2006Dunque, come si presenta la squadra nazionale del Suriname? A una prima occhiata quando si cammina per le strade, cio’ che vedrete sarà un mix sorprendente di persone principalmente indiane (essendo originarie dell’India cosi’ come degli Indios originari dell’Amazzonia), africane, afroamericane, indonesiane, cinesi, ebree, libanesi, olandesi, anglosassoni ed un mix ancora più sorprendente di tutte queste razze insieme, persone chiamate Moksi (razza mosta) o a volte Dogla.
Bene, torniamo adesso dove eravamo rimasti. Il Suriname che affronta il Brasile nella Finale della Coppa del Mondo nel 2022. La squadra nazionale del Suriname riflette il mix razziale e religioso in grande dettaglio. Gli undici di partenza vengono adesso presentati al mondo dallo speaker dello stadio al Maracanã. Scommetto che è il più grande di tutti i tempi -Pele in persona- che sta impugnando il microfono.
Simultaneamente nomi come Djojodikromo (originario della regione indonesiana), Ragoebiersing (con antenati provenienti dall’India), Wijntuin (dal retroterra afroamericano) Hewitt (Moksi), Meerzorg (Dogla), Chang Pan Ho (5a generazione di discendenti cinesi), De Vries (radici coloniali olandesi), Moussi Issa (retroterra libanese), Sabajo (direttamente da una delle tribù indie amazzoniche), Polak (linea di famiglia ebrea), e Misiedjan (discendendenti di slavi in fuga del 19° secolo) s’illuminano alla grande sul tabellone per essere visti da miliardi di spettatori.
Finalmente un immenso, immenso sogno per un piccolo e magnifico paese è divenuto realtà. 02 August Edgar Davids – 2 Agosto 2006Quando si dice Maracanã, si pensa subito al Brasile, a Rio, alle squadre del Flamengo, del Fluminense, allo straordinario binomioFla-Flu, a Botafogo, e a centinaia di migliaia di tifosi matti per il calcio.
E anche a un incredibile lavoro di pulizia dopo ogni partita.
Per quanto riguarda i giocatori di talento, i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Pelé, che ha segnato il suo millesimo goal a Maracanã, Didi che ha segnato il primo goal in questo stadio, e Zico, il leggendario cannoniere del Flamengo con il suo record mozzafiato di 333 reti in 435 partite, una percentuale del 75+ %, mica male.
E se il Surinam partecipasse finalmente ai Mondiali (e perché no, se la Giamaica ha partecipato alle Olimpiadi Invernali!?), come sarebbe questa squadra?
Per rispondere, bisogna sapere una o due cose sulla sua popolazione. Basta pensare a una pubblicità United Colors of Benetton. Ecco, adesso non pensate più che sia una pubblicità, e ci siamo: ecco un esempio della popolazione del Surinam.
Come è arrivata li’ tutta quella gente di origini cosi’ diverse ? beh, quella è un’altra storia. Per il momento, basti dire che vanno tutti matti per il calcio. Edgar Davids – 2 Agosto 2006Quando vi ho parlato del sogno collettivo del Surinam di partecipare ai Mondiali, non ho finito di raccontarvi la storia.
Forse vi ricordate che vi ho detto che il leggendario stadio brasiliano di Maracanã potrebbe contenere un quarto della popolazione del Surinam. Se vi sembra impossibile - e non vi do torto- ascoltate il resto della storia.
Quando è stato inaugurato nel 1950, per la quarta edizione dei Mondiali, il Maracanã avrebbe potuto contenere tutti gli abitanti del Surinam e, se vogliamo essere più precisi, ci sarebbe ancora stato posto per le ghiacciaie, per i barbecue e per i distributori di ghiaccio di piccole dimensioni. Anzi, pensandoci bene, ci sarebbe anche stato posto per un parcheggio per i motorini perché, con la sua capacità di 200.000 posti, il Maracanã era un vero fenomeno nel mondo del calcio di quell’epoca.
A quei tempi, non molto tempo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, gran parte, se non tutta, la popolazione del Surinam sognava ancora di partecipare ai Mondiali. Mettete insieme il Brasile, il calcio e il riconoscimento a livello mondiale : chi avrebbe saputo resistere ?
Questo sogno è ancora vivo e penso proprio che grazie agli ottimi giocatori di questo paese, presenti nelle migliori squadre mondiali, lo resterà ancora a lungo. 28 July Edgar Davids – 28 Luglio 2006Durante la fase finale dei Mondiali, mi sono chiesto spesso : perché un paese che ha fornito tanti ottimi sportivi non potrebbe partecipare a questo torneo ? Se lo ha fatto Trinidad & Tobago, perché non potrebbe farlo il Surinam ?
Non riesco nemmeno a immaginare l’effervescenza che creerebbe un fatto simile in tutto il paese. Migliaia di persone venderebbero macchina, casa, bestie e barca per seguire la squadra nazionale ovunque giocasse. Lo dico davvero. Vi assicuro che lo farebbero.
Per darvi un’idea. Un quarto della popolazione del Surinam riempirebbe lo Stadio Maracana. Fantastico, no? Il Surinam in semifinale contro il Brasile. Ma, andrebbero bene anche l’Argentina o l’Italia (due altre squadre tra quelle preferite dai tifosi del Surinam).
Ve lo immaginate? Un quarto della popolazione di un paese sugli spalti di uno stadio.
Vi ricordate quello che vi ho raccontato tempo fa sull’atmosfera degli stadi in Surinam durante le partite di calcio? Moltiplicatela per mille e vedrete che scherzi ! Edgar Davids – 28 Luglio 2006Tutti quelli che mi conoscono bene sanno che la strada è un po’ il mio palcoscenico. E’ in strada che ho imparato a giocare, a fare il pressing, ad essere deciso e, soprattutto, è in strada che ho acquisito la tecnica necessaria alla sopravvivenza. Mi è capitato spesso di dover giocare contro avversari molto più grandi, più alti e più pesanti di me e, anche se a volte mi faceva un po’ paura, non ho mai lasciato perdere. Mai. E’ la prima regola della strada : se fai vedere che hai paura, sei morto.
E, dato che volevo assolutamente diventare giocatore professionista, mi sono reso conto prestissimo che, indipendentemente dalle condizioni di gioco – caldo, freddo o avversari duri – dovevo dare il meglio di me stesso per progredire, per farmi un nome. Ed è proprio quello che ho fatto.
Ho imparato a giocare nelle strade e nelle aree di giochi di Amsterdam, soprattutto a Amsterdam Oost, dove ho trascorso pomeriggi, serate e notti a sviluppare le mie doti tecniche e la mia forza mentale, per arrivare dove sono arrivato oggi: grazie alle strade della mia infanzia! 24 July Edgar Davids – 20 Luglio 2006Cosa ci ha insegnato questa coppa del mondo? Una selezione, siate liberi di essere d’accordo (o no).
Edgar Davids – 20 Luglio 2006Parliamo di Zizou. Ha sollevato moltissime discussioni dopo aver colpito di testa Materazzi. Alcuni sono stati molto, molto pronti a condannare un uomo della sua importanza. A due settimane dall’incidente, l’atteggiamento sembra essere cambiato. Adesso è piuttosto: se un uomo come Zidane perde la pazienza in quel modo in un momento così cruciale della sua carriera e della storia del calcio, cosa accidenti sarà successo per provocare un simile gesto?
Con tutto ciò che è stato detto e fatto da tutti noi spettatori, da compagni di squadra, allenatori, esperti di lettura delle labbra e dai media, una cosa rimane di fatto sicura: ci sono solo due uomini in tutto il mondo che conoscono la verità su ciò che è successo in quei momenti prima dell’incidente. Sono Zidane e Materazzi.
Ora lasciate che vi chieda una cosa: quale di questi due considerate un uomo d’onore? 13 July Edgar Davids – 13 Luglio 2006Nel corso degli ultimi sei mesi, ho cercato di darvi un’idea del mio modo di vedere il calcio. Ci sono molti modi diversi di considerarlo. Abilità, agonismo, stile, trasferimenti, piacere e, last but not least, i media: il calcio è tutto questo. Il segreto consiste nel saper conciliare tutti questi elementi.
Anche se penso sia improbabile che io possa svolgere di nuovo un ruolo attivo nella nazionale olandese, guardando le cose dall’esterno spero proprio che la squadra saprà rinnovarsi. Vorrei chiedere, percio ‘, agli olandesi, ai giocatori di qualunque livello, ai tifosi di calcio e ai media di unire i loro sforzi perché la nostra nazionale sappia farsi notare nella prossima grande manifestazione internazionale, con un nuovo concetto di Total Football all’olandese. Edgar Davids – 13 Luglio 2006Penso che sarà uno dei miei ultimi blog di questo interessante progetto MSN Verso i Mondiali 2006. Sono successe molte cose in questi ultimi mesi, sia in Premier League sia ai Mondiali. L’inizio è stato un po’ noioso, con il Brasile e la Francia, ma poi l’ Argentina, la Spagna e anche la Germania hanno saputo mettere un po’ di pepe nel torneo. Spero proprio che la nazionale olandese ritornerà in campo ancora più forte la prossima volta. Tutto questo fa parte del gioco e possiamo imparare molto da quello che è stato.
Per quanto riguarda i Mondiali 2006, una bellissima finale ci ha dato azione, spettacolo, delusioni, tutto insieme. Non avremmo potuto sognare di più, vero? 29 June Edgar Davids – 29 Giugno 2006Il calcio olandese ha perso la propria innocenza. E’ davvero paradossale che sotto la guida di uno dei giocatori più eleganti di tutta la storia del calcio, la nazionale olandese abbia mostrato un volto cosi’ brutale.
Malgrado le numerose provocazioni dei portoghesi , gli olandesi non hanno scuse. So che a volte si puo’ perdere la calma ed è successo anche a me. Ma, questa volta, è una cosa completamente diversa.
Credo che in realtà la squadra abbia espresso la propria rabbia e la propria impotenza perché non è più la grossa squadra che era ancora qualche anno fa. Pero’, sono sicuro che da questa partita verrà fuori qualcosa di forte e di positivo. Nuovi giocatori di talento, come Emanuelson, Huntelaar e Castelen, guarderanno quello che è successo e diranno: non è in questo modo che vogliamo giocare, ma vogliamo combattere con tutte le nostre forze perché il calcio olandese sia di nuovo rispettato nel mondo.
Bisogna usare il cervello, perché la potenza, senza cervello, non serve a niente. Edgar Davids – 29 Giugno 2006Ci risiamo. Ancora una volta la Germania ha fatto finta di non farcela per divorare meglio i suoi avversari. Quanto tempo ci vorrà alla Polonia per rimettersi dallo choc? Qualche decina di anni? E la Svezia, malgrado la presenza dei suoi giocatori di livello internazionale, non ha resistito.
Una squadra tedesca che ha fame di vittoria è capace di tutto contro tutti. Lo sappiamo, ma a volte cerchiamo di scordarcelo.
Ci sono ancora in lizza abbastanza squadre per cercare di rompere l’incantesimo delle vecchie nazioni del calcio. Il Messico ci è quasi riuscito contro l’Argentina, mais, dopo 90 minuti, il sogno si è spezzato. Una magnifica rovesciata di Maxi Rodrigues nei tempi supplementari ha rilanciato l’Argentina. Il Messico, pero’, puo’ uscire a testa alta dalla gara, perché ha fornito un’ottima prestazione. Sono certo che saranno di nuovo in lizza la prossima volta.
E adesso, un gran classico: Olanda-Portogallo. I portoghesi hanno una squadra fantastica, dei tifosi tremendi e una stampa critica, ma, a volte, un tantino sovraeccitata. ‘Peleremo le arance’, diceva il titolo di un giornale portoghese, alludendo al colore della maglia della nazionale olandese. Vedremo…. Edgar Davids – 29 Giugno 2006Ora che la prima fase dei Mondiali è finita, incominciano le cose serie. La prima battaglia tra giganti non ha ancora avuto luogo. Ho proprio voglia di vedere se gli Olandesi sanno dimostrare che sono dei pretendenti al titolo da prendere sul serio. I critici sembrano scettici. Stiamo a vedere…
Mi è proprio dispiaciuto per alcune squadre che sono state eliminate al primo turno : il Togo, ad esempio, ha proprio dato tutto, come il Giappone, la Corea del Sud, il Ghana o Trinidad & Tobago. Le loro prestazioni bastano a provare che la differenza di livello tra « grandi » e « piccole » squadre è sempre più sottile.
Anche se è troppo presto per prevedere come andrà a finire il torneo, sono sicuro che, ai prossimi Mondiali, sarà una « piccola » squadra ad andare in semifinale o anche in finale. Sarebbe fantastico, no? In fondo anche la Grecia ci ha dimostrato poco tempo fa che era possibile, cosi’ come la Corea quattro anni fa. Ma, per il momento, vediamo cosa succede questa volta. 20 June Edgar Davids – 20 Giugno 2006Lo sport e l’istruzione svolgono un ruolo molto importante nello sviluppo fisico e mentale dei bambini, ma un campo profughi non è esattamente il posto ideale perché un bambino possa imparare e divertirsi. E’ nato cosi’ il progetto Ninemillion.org, una joint venture creata dal Comitato per i Porfughi delle Nazioni Unite, l’UNHCR ed i suoi partner commerciali. Il suo scopo è di permettere ai bambini rifugiati in tutto il mondo di giocare e imparare anche nelle difficili condizioni in cui vivono.
A questo scopo, è stato creato un pallone esclusivo Ninemillion che è stato collaudato dai bambini rifugiati. Si tratta di un pallone ad alte prestazioni, superresistente, misura 4 junior , appositamente studiato per giocare a lungo anche su terreni dissestati. E immaginate un po’ che data è stata scelta per celebrare questo progetto ? Il 20 novembre, la Giornata Mondiale del Bambino.
Tale giorno ricorda la data di pubblicazione, nel 1959, della Dichiarazione dei Diritti del Bambino adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 1989, lo stesso giorno, è stata firmata la Convenzione dei Diritti del Bambino che garantisce i diritti fondamentali del bambino quali quello ad un ambiente sicuro, all’istruzione e al gioco. Lo slogan del progetto Ninemillion è: ‘lasciateli giocare’. Spero che ci aiuterete a fare in modo che questo sogno si avveri. Edgar Davids – 20 Giugno 2006L’ UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, è il principale organismo internazionale dedicato alla protezione dei diritti dei bambini. La Convenzione dei Diritti dei Bambini è un importante documento che è stato firmato da numerosi paesi e che ha per scopo, tra l’altro, quello di lottare contro l’arruolamento dei bambini nelle milizie armate. In alcuni paesi, i bambini vengono arruolati a quindici anni. Se vi sembra assurdo, vi assicuro che le cose peggiorano di giorno in giorno.
Purtroppo, si valuta il numero di bambini-soldati a 120.000 per la sola Africa. Bambini e bambine di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, possono manipolare armi mortali come i nostri bambini manipolano giocattoli. Per un gran numero di bambini si tratta di scegliere tra due mali: far parte di una milizia armata o scappare dal proprio paese per salvare la propria vita, come lo hanno già fatto milioni di bambini. Bambino-soldato o rifugiato di guerra? Bella scelta...
Quello che vorrei dire è che il problema dei bambini-soldati e quello dei bambini rifugiati sono strettamente legati. Tutti questi bambini meriterebbero una vita vera, un’educazione vera, una casa vera e cibo nel loro piatto. E, soprattutto, il Diritto di giocare.
Visitate il sito righttoplay.com e ammirate i meravigliosi progetti dedicati ai bambini, come l’ho fatto io. Non sarete delusi. Edgar Davids – 20 Giugno 2006Quando pensate a un bambino che corre o a un gruppo di bambini che corrono vi viene voglia di sorridere, è naturale. Nella vostra mente si agitano solo pensieri positivi, perché un bambino che corre vuol dire gioia, libertà, assenza di preoccupazioni.
Ora, immaginate un centinaio, migliaia, milioni di bambini che corrono per la loro vita. Corrono per sfuggire alla guerra, alla fame, a una violenza assurda. L’immagine, adesso, è cambiata, vero? Purtroppo, non si tratta di un semplice incubo che se ne va quando aprite gli occhi: è una realtà quotidiana in molte parti del mondo.
Un bambino da solo, che corre senza sorridere, non è buon segno. Moltiplicatelo per un milione e incomincerete a capire quanto sia grave il problema dei bambini rifugiati, un problema che ci concerne tutti. Anzi non è più un semplice problema, ma è una vera catastrofe.
Nelle prossime settimane vi terro’ al corrente del progetto lanciato da Nike-Microsoft per dare un po’ di gioia a questi bambini, in tutto il mondo. Per il momento, quello che posso dire è che mi sento davvero fiero di appartenere ad un’organizzazione che fa le cose giuste per questi bambini. 06 June Edgar Davids – 6 Giugno 2006Guardando i Campionati Europei di calcio under 21 ho scoperto una serie di autentici talenti. E’ un vero piacere vedere quei giovani dare il meglio di sé stessi per rappresentare il loro paese. Vedendoli giocare a calcio, quello che colpisce è che quei ragazzi non hanno dimenticato che un calcio aperto e onesto è importantisismo per milioni e milioni di persone in tutto il mondo. Spero solo che se lo ricorderanno ancora quando incominceranno a guadagnare somme colossali da professionisti.
Per il momento, le quattro squadre migliori mi sono sembrate l’Olanda, la Francia, la Serbia-Montenegro e l’Ucraina. Tutte queste squadre hanno veri talenti.
L’Olanda – che ha incominiciato il torneo un po’ in sordina - ha Daniel de Ridder, Romeo Castelen e Klaas-Jan Huntelaar. I francesi, che hanno vinto, fino ad ora, tutte le partite, hanno una squadra fortissima con vere individualità.
L’incontro tra la Francia e l’Olanda in semifinale sarà veramente interessante, ma anche l’altra semifinale. Una cosa è certa, comunque, il 4 giugno vedremo da vicino i futuri grandi campioni del calcio mondiale. 05 June Edgar Davids – 5 Giugno 2006Oggi ho fatto una seduta di fotografie a Londra. Sono tornato a casa e mi sentivo veramente bene. Abbiamo fatto una passeggiata a Portobello e che cosa mi è capitato di vedere : una foto dello zio Bob. Chi? Il leggendario Bob Marley, con una maglia da calciatore!!!!!!!!!!
Mi piacciono le foto in bianco e nero e figuriamoci poi se si tratta di un ritratto del grande Bob in persona!! Quando ero ragazzo la sua musica mi faceva vibrare. Mi dispiace ancora di non essere potuto andare in Africa per assistere alle celebrazioni in suo onore.
Metteva nella sua musica tutta la sua anima, il suo spirito e, ancora oggi, è importante fare la stessa cosa nel proprio lavoro, a scuola, in qualunque cosa.
C’era anche una foto di Curtis Mayfield, mister Superfly; chi, direte voi?
Se lo state a sentire, sono sicuro che vi ricorderà certe canzoni di Dre,
Snoop Dogg e altri artisti che hanno cercato e trovato nella sua musica una fonte d’ispirazione.
Ma, torniamo alla foto di Bob Marley. Si trattava della 12a stampa di un’edizione limitata e non ho potuto resistere. Sapete com’è.
Come se non bastasse, un mio amico –che è direttore di uno studio fotografico- mi ha reglato un libro di Mr. Marley giocatore di calcio, con una dedica di David Brooks apposta per me (grazie!). Il libro descrive gli ultimi mesi della vita di Bob Marley e racconta che passava il tempo a giocare a calcio e a fare musica, a divertirsi, insomma.
Vi ho detto che aveva la maglia n° 12?
Ciao |
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